Da dove nasce “Dingir”?
Dingir è un termine sumero che significa “divinità” e che da secoli alimenta il mistero di una possibile origine aliena dell’umanità.
Ok, ora facciamo un gioco: dimenticate per un attimo tutto quello che avete studiato sui banchi di scuola – le piramidi costruite dagli egizi, gli dèi come semplici metafore della natura, l’Homo sapiens nato per caso – e mettetelo da parte. E se vi dicessi che la storia umana assomiglia più a una puntata di Ancient Aliens che a un manuale di archeologia? È esattamente in questo terreno di domande scomode, leggende millenarie e misteri irrisolti che nasce Dingir, la saga di Sergio Palermo che mescola thriller, fantascienza e un pizzico di follia.
Nel primo libro, I Signori della Terra, incontriamo Jody, una giovane donna come tante, tra social network e serate al pub, che improvvisamente si ritrova a fare i conti con incubi così vividi da sembrare ricordi di un’altra vita. E non parliamo di sogni in cui vi ritrovate a cadere nel vuoto per poi svegliarvi all’improvviso a cinque centimetri dal suolo, eh! Parliamo di visioni di mondi alieni, catastrofi planetarie, e di un viaggio diretto nel cuore del pantheon sumero degli Anunna – spoiler: non erano esattamente le figure mitologiche che ci immaginavamo.
Mentre vi lasciate trasportare da questo racconto, preparatevi a mettere in discussione tutto ciò che credevate di sapere sul nostro passato. Dingir non è solo un romanzo: è un invito a scoprire un mondo dove mito e realtà si intrecciano, aprendo la porta a verità dimenticate e a domande che, forse, non hanno mai avuto risposta.
Il Ponte tra Mito e Scienza che alimenta il romanzo
Ogni storia nasce da una scintilla. Per Sergio Palermo, quella scintilla è stata un mosaico di miti, misteri e domande senza risposta. Dingir non pretende di risolvere enigmi millenari, ma li usa come trampolino per l’immaginazione, trasformando antiche leggende in una trama avvincente.
Anunnaki, Elohim e il Paradosso delle Divinità Antiche
Vi sono sorprendenti parallelismi tra le antiche civiltà. I “Signori della Terra” sumeri, noti come Anunnaki, possono essere visti come le controparti degli Elohim della Bibbia. Questi ultimi, infatti, non sono rappresentati semplicemente come divinità astratte, ma come entità che rispondono a livelli superiori di potere – un concetto che troviamo anche nel pantheon greco e in altre tradizioni, dai Maya agli Indiani.
Anunnaki sumeri
Nelle tavolette cuneiformi, sono i “Signori della Terra”, esseri potenti che governano il destino dell’uomo.
Elohim biblici
Nella Bibbia, non sono un dio unico, ma un gruppo di entità che agiscono in modo coordinato, quasi fosse un consiglio di amministrazione celeste.
Dèi greci, Maya, indiani
Ovunque guardiamo, troviamo la stessa storia: gerarchie divine, conflitti interni e un’interazione costante con l’umanità.
“Mi ha sempre colpito come culture lontane raccontassero lo stesso mito con nomi diversi,” racconta Palermo. “E se queste divinità non fossero altro che visitatori di un altro mondo, con tecnologie talmente avanzate da sembrare divine?”
Astronavi al posto di aureole
I carri di fuoco di Ezechiele, i Vimana indiani, i robot di Efesto: per Palermo, questi racconti potrebbero essere la descrizione simbolica di una tecnologia perduta.
“Immaginate di mostrare uno smartphone a un uomo del Medioevo,” dice l’autore. “Lo chiamerebbe ‘specchio magico’. Forse gli antichi fecero lo stesso con le astronavi aliene.”
Un Sistema Gerarchico Globale
Nei miti sumeri, gli Anunnaki rispondono a un “consiglio degli dèi” e ad Anu, il loro sovrano supremo.
Nella Bibbia, gli Elohim non agiscono come un’entità singola, ma come una pluralità divina che risponde a un comandante supremo: El Elyon, tradotto come “Altissimo” nelle versioni moderne.
Nei miti greci, gli dèi rispondono a Zeus, che, pur essendo il re dell’Olimpo, deve rispettare il volere delle Moire, le tessitrici del destino.
“Ho preso queste gerarchie e le ho trasformate in un impero interstellare,” spiega Palermo. “Con re, principi, generali, trame, invidie, gelosie e persino i classici middle manager che si prendono il merito del lavoro altrui.”
Questa fusione di mito e scienza ha alimentato da sempre la fantasia di Palermo, ispirandolo a creare Dingir. Anche se nel romanzo non si espone esplicitamente tutto questo, l’idea che il divino possa nascondere un passato tecnologico e avanzato è il motore segreto che ha dato vita a un universo narrativo dove la linea tra mito e realtà diventa sottile e misteriosa.
Archeologia Misteriosa: Quando l’Impossibile Diventa Realtà
Immaginate di trovare uno smartphone incastonato in una roccia dell’età della pietra. È più o meno lo shock che proviamo davanti a certe meraviglie antiche, capolavori che sfidano ogni logica… e che hanno alimentato le pagine del romanzo.
Sotto le Piramidi di Giza: Il Manuale di Sopravvivenza di Atlantide
Le piramidi non sono semplici tombe: sono qualcos’altro. Con blocchi di granito pesanti quanto 50 SUV e allineamenti astronomici precisi al millimetro, sembrano opera di una civiltà che padroneggiava la fisica quantistica, mentre in Europa si cacciava ancora con le lance.
Ma il vero mistero è nel sottosuolo: tunnel segreti e le enigmatiche Sale di Amenti, legate a Thoth, il “semidio atlantideo”, potrebbero custodire il manuale di sopravvivenza di un’antica civiltà—sepolto insieme a chi l’ha scritto.
Megaliti Impossibili: I LEGO del Diavolo
A Baalbek, in Libano, esiste una pietra che supera le 1.000 tonnellate. Per spostarla oggi servirebbero circa 50 gru moderne, eppure, millenni fa, qualcuno l’ha posizionata con precisione chirurgica. Nella cava poco distante dal tempio, è stato scoperto di recente un altro monolite che potrebbe superare le 1.650 tonnellate.
A Sacsayhuamán, in Perù, i massi sembrano modellati da una stampante 3D: angoli così perfetti che tra le giunture non passerebbe nemmeno un foglio di carta.
Yangshan, in Cina, ospita un megalite lungo quanto un palazzo di 20 piani, tagliato con una tecnologia che farebbe impallidire persino una divinità egizia.
Domanda scomoda: come hanno fatto? La risposta è in quelle “istruzioni IKEA” perdute, lasciate da chi sapeva manipolare la materia e la gravità con estrema semplicità.
Piramidi Nascoste: La Caccia al Tesoro Globale
In Antartide, immagini satellitari rivelano strutture piramidali sepolte sotto i ghiacci. Gli scienziati dicono: “Sono solo montagne!” O forse no…
In Cina, il governo ha letteralmente coperto decine di piramidi con terra e vegetazione. Cosa stanno cercando di nascondere?
E in Kosovo, piramidi forse più antiche di quelle egizie attendono solo di essere scoperte… se i media tradizionali smetteranno di ignorarle.
Il Mistero delle Origini Umane: Siamo Figli delle Stelle?
Se pensate che il dibattito tra creazionismo ed evoluzione sia complicato, preparatevi a un terzo incomodo: la teoria dell’intervento alieno. In Dingir, Palermo gioca con una domanda che da decenni divide studiosi e appassionati: “Siamo davvero frutto del caso… o di un esperimento?”
DNA Alieno: Il “Big Bang” dell’Homo Sapiens
Avete presente quando aprite un nuovo videogioco e saltate l’introduzione per andare dritti al livello avanzato? Ecco, secondo i testi sumeri interpretati da Palermo, qualcuno ha fatto lo stesso con la nostra evoluzione.
Le tavolette che parlano di “creazioni nell’Edin” (l’antico Eden mesopotamico) non descrivono un miracolo divino, ma un esperimento genetico: un salto tecnologico così improvviso da far girare Darwin nella tomba.
Perché l’Homo sapiens è comparso dal nulla 200.000 anni fa, senza anelli di congiunzione con i predecessori? Per Palermo, la risposta è nelle tavolette: un’operazione di editing genetico orchestrata da esseri dotati di conoscenze scientifiche ben oltre il nostro tempo.
Agricoltura dal Cielo: Il “Pacco Amazon” degli Antichi
Immaginate di essere un cavernicolo, alle prese con un’alimentazione basata su bacche e carne cruda, quando all’improvviso… boom! Dal cielo piovono semi di grano, pecore addomesticate e istruzioni, quasi come se vi venisse consegnato un kit di sopravvivenza direttamente dal vostro tutor divino personale.
I testi mesopotamici parlano di doni “caduti dal cielo”, interpretati per millenni come metafore della provvidenza divina. Palermo ribalta la prospettiva: quei “doni” erano in realtà un kit di benvenuto, progettato per accelerare la nostra evoluzione.
Come oggi alleviamo mucche o modifichiamo il DNA del grano per resistere alla siccità, qualcuno avrebbe fatto lo stesso con noi: una specie di progetto pilota intergalattico, dove l’uomo era sia la cavia che, forse, il prodotto finale.
L’Autore e le Sue Fonti “Eretiche”
Sergio Palermo attinge a studi e teorie che sfidano il pensiero convenzionale. Le sue fonti spaziano tra testi antichi e ricerche moderne, intrecciando storia, mitologia e ipotesi alternative.
- La Bibbia: Più che un semplice testo sacro, se letta con occhi diversi può rivelarsi un documento storico denso di spunti sorprendenti. Tra le righe si possono intravedere riferimenti a civiltà scomparse e possibili contatti con entità extraterrestri.
- Gli Apocrifi, tra cui il Libro di Enoch: Questi testi raccontano di angeli caduti e dei misteriosi Guardiani, offrendo una visione più ampia delle narrazioni bibliche e suggerendo legami con miti antichi.
- Giuseppe Pettinato: Eminente assiriologo italiano, il suo lavoro sulla scrittura cuneiforme ha permesso di decifrare documenti fondamentali, gettando nuova luce sulla civiltà sumera e sui suoi misteri.
- Atraḫasis: Un poema babilonese che descrive un diluvio universale simile a quello biblico, rivelando sorprendenti paralleli tra i miti mesopotamici e le tradizioni successive.
- Enūma Eliš: Il racconto sumero della creazione, che introduce una gerarchia di dèi e battaglie cosmiche, sollevando interrogativi sull’origine delle cosmogonie antiche.
- Epopea di Gilgamesh: Uno dei testi più antichi dell’umanità, narra le gesta di un re alla ricerca dell’immortalità e contiene riferimenti a creature divine e conoscenze perdute.
- Zecharia Sitchin: Autore di The 12th Planet, ha sviluppato l’ipotesi che gli Anunnaki fossero astronauti di un pianeta sconosciuto, intervenuti nella storia umana con un ruolo di guida e manipolazione genetica.
- Mauro Biglino: Con le sue traduzioni letterali della Bibbia, Biglino ha proposto una rilettura radicale degli Elohim, ipotizzando che fossero esseri fisici piuttosto che divinità spirituali.
- Graham Hancock: Con libri come Fingerprints of the Gods, Hancock esplora la possibilità che civiltà avanzate siano esistite molto prima di quanto la storia ufficiale riconosca, lasciando dietro di sé tracce nascoste nei miti e nei siti archeologici.
- Michael Tellinger: Ricercatore e attivista sudafricano, ha teorizzato l’esistenza di antiche strutture e conoscenze perdute, suggerendo che l’umanità abbia ricevuto influenze tecnologiche e spirituali da civiltà precedenti.
- Erich von Däniken: Autore di Chariots of the Gods?, ha reso popolare l’idea che antiche civiltà abbiano interagito con visitatori extraterrestri, trasformando miti e leggende in possibili resoconti storici.
- Marco Pesci: Ricercatore italiano, ha sviluppato la teoria degli “ingegneri del cosmo”, secondo cui entità provenienti dallo spazio avrebbero plasmato la storia umana, influenzando cultura, religione e tecnologia.
Queste fonti, insieme alle ultime scoperte archeologiche – come i tunnel segreti sotto la Sfinge e le misteriose Sale di Amenti – alimentano un dibattito acceso sul reale passato della nostra specie.
Perché Leggere Dingir?
La saga di Sergio Palermo è un invito a guardare alla storia con occhi nuovi. È dedicata a chi:
- 🔍 Si chiede perché culture separate da oceani raccontino gli stessi “dèi”.
- 🚀 Sogna un’archeologia rivoluzionaria che unisca misteri antichi e viaggi interstellari.
- 🧬 Dubita che l’Homo sapiens sia frutto del caso, ipotizzando un’origine da un incrocio genetico straordinario.
In Dingir: Il risveglio della vita, ogni pagina è un invito a ripensare il passato e a immaginare un futuro in cui scienza, mito e fantascienza si intrecciano per rivelare segreti dimenticati.
“Perché leggere è come viaggiare: a volte, basta un libro per cambiare la prospettiva su tutto.” – Sergio Palermo
Note:
Tutti i riferimenti a miti e teorie sono presentati come ispirazioni, non come verità.
Si sottolinea che il valore sta nel divertimento narrativo, non nel convincere il lettore di qualcosa.
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